di Marta Bonaccini

Venerdì 11 marzo 2016

TASTE e FIRENZE: un caleidoscopio di eventi enogastronomici. Tutti invitanti e degni di attenzione. Quale scegliere fra i tanti? Coloro che hanno deciso per TerraeAltrove hanno senz’altro vissuto un’esperienza rara e indimenticabile. In una location prossima alla riva dell’Arno, in un’originale ambientazione, lo Studio di Architettura Arcabi Associates, sono esposti tutta una serie di prodotti diversi per tipologia e provenienza, ma idealmente riuniti nel brillante progetto di TerraeAltrove. Un’idea nuova e suggestiva, nata dalla fervida mente di Luca Gori, che si propone con un team ben scelto e coeso, del quale è parte integrante la Pro Loco di Badia Tedalda, di far conoscere e valorizzare il patrimonio culturale e le eccellenze di prodotti del territorio, spaziando dall’Alpe della Luna a tutta la Valmarecchia fino alla più lontana Maremma.

Lo Studio fiorentino si è ben presto animato di visitatori. Molti i giovani. Voci, incontri, sorrisi. L’atmosfera è calda, anche se marzo è un po’ capriccioso. L’esperienza e la passione che contraddistinguono il catering del Sottobosco offrono invitanti squisitezze, i vini riscaldano gli animi. E’ un insolito convivio spumeggiante di saluti, incontri inaspettati, un trovarsi o ritrovarsi, un brusio che sa di attesa. Un profumo invitante di tartufo è nell’aria e il prezioso tubero si offre pronto per essere gustato, ma … arriva lui, Augusto Tocci, eccellente agronomo e botanico, e la magia della sua fiaba catalizza l’attenzione dei presenti. Le sue parole creano incantesimi, il tartufo si fa leggenda. Vicini l’uno all’altro, in un silenzio che sa di stupore e meraviglia, si narra di gnomi, di principesse e di fate, incanti che ci conducono lontano, fuori dal tempo e dallo spazio, quasi un ritorno all’infanzia, tra gli affetti più cari e i sapori più buoni. Magico Augusto che ha creato a Firenze, in riva all’Arno, l’atmosfera non più conosciuta delle sere di veglia montane, quando, nel silenzio della neve, la fiamma del focolare riuniva le persone e si raccontavano storie e leggende che facevano volare sulle ali della fantasia. Incredibile Luca, che ha saputo fondere con sapiente tocco imprenditoriale le eccellenze del presente alla poesia del passato.

Sabato 12 marzo 2016

Nuovamente insieme nello Studio Arcabi. Arriva gente. Ancora incontri. Sorrisi. Si guarda intorno. Si esplora l’insolita location. Un luogo che non ti aspetti. Intrigante. Lo sguardo indugia ora su un prodotto ora sull’altro, ciascuno superbamente in vista. Si commenta. Si approva. TerraeAltrove non si smentisce: è l’evento carico di originale freschezza. Vien voglia di assaporare, assaggiare, conoscere. Il team organizzativo accontenta le esigenze dei presenti. Il tempo si ferma per andare “altrove”. Siamo nel verde incanto dell’Alta Valmarecchia, nei luoghi all’ombra dell’Alpe della Luna e la voce di Doriano Pela (Associazione culturale e sportiva “Fuori dalle vie maestre”) ci guida lungo i sentieri della transumanza, da Badia Tedalda alla Maremma, mentre scorrono le immagini proiettate sulla parete. Poi, Roberto della Pro Loco porta in tavola profumati formaggi e, mentre con consumata maestria dà l’avvio al taglio delle forme, un’altra voce narrante attira l’attenzione dei presenti. È Filippo Catelani (artista fiorentino), che inizia a parlare della migrazione stagionale di coloro che hanno vissuto nei luoghi dell’Alpe della Luna. Si torna indietro nel tempo quando i lunghi periodi di innevamento, il clima rigido e il terreno scarsamente produttivo dell’Appennino obbligavano a recarsi altrove in cerca di lavoro e dell’indispensabile guadagno. Così ogni anno gli abitanti, soprattutto uomini, sono partiti verso la Maremma. Il loro operato è passato quasi inosservato ai più, eppure ciascuno di loro con enormi fatiche ha potuto sostentare la propria famiglia, ma ha anche contribuito a rendere belle e vivibili zone altrimenti paludose e malsane.

I presenti ascoltano in un silenzio assoluto. Filippo evoca in modo efficace i difficili momenti di vita del protagonista del racconto, Bruno del Lago, si chiamava. Ogni parola vibra nell’aria accompagnata dal canto sommesso e accorato di Maremma amara.

La commozione si fa palpabile.

Segue la degustazione del più saporito formaggio maremmano; si assaggia un pane che ricorda campi di grano maturo e i mulini di un tempo senza fretta; si riempiono i calici di vini profumati; l’atmosfera si scioglie e si torna al presente, nello Studio Arcabi di Firenze, vicino all’Arno. Nella mente e nel cuore di tutti ci sono, e ci resteranno a lungo, loro, i protagonisti dell’evento di TerraeAltrove: l’Alpe della Luna, Badia Tedalda, la Maremma.