di Lucia Bigozzi

I conti con il vino. Sono i numeri che corrono veloci nel file degli ordini e delle spedizioni per un vino che da molti anni viaggia nel mondo, oggi sulle gambe di Violante, responsabile commerciale, che su Skype, Twitter, Instagram tiene il diario di ‘bordo’ costantemente aggiornato e in contatto con le donne della cantina, alla fattoria Il Colle e al Casato Prime Donne. Oggi a New York, poi in Cina, a Hong Kong, poi in Europa fino ai confini con la Russia. Montalcino e la Val d’Orcia in the world. Giro del mondo, nel trolley Brunello e Orcia.
I conti con il vino sono anche quelli di una lunga tradizione, dell’arte della vinificazione e del concetto di terroir che oggi, più mai, racconta la bellezza, i profumi e il colore dei vini di Donatella Cinelli Colombini, la Signora del Vino come la chiamano in Toscana. E non solo. Avanguardista, personaggio eclettico, ‘creativo’ saldamente ancorata alle radici del suo mondo tra Trequanda e Montalcino ma con la mente e lo sguardo aperti sul mondo. E’ la cifra di una famiglia di viticoltori che nel vino e nella vigna ha ‘impiantato’ il proprio dna. Vignaioli doc. Il 1998 segna ‘l’anno zero’ di Donatella.
Riceve dalla famiglia un casale risalente alle seconda metà del Cinquecento: non c’erano vigneti e la proprietà stava lentamente andando in malora. Soldi, lavoro e fatica riconsegnano la bellezza di una struttura in pietra dove il Granduca Leopoldo di Toscana soggiornava e amava trascorrere momenti di intimità con Isabella. La suite che ne ricorda la presenza è un tuffo nella storia e nell’anima di questi luoghi incastonati tra le colline e i boschi della Val d’Orcia; enclave scelta come ‘buen retiro’ da numerosi uomini d’affari, artisti, chirurghi, facoltosi imprenditori arrivati anni fa dal Belgio. Un’enclave dove lo sguardo si perde sull’infinito di un panorama che leva il fiato, dove i tramonti sono struggenti e dove il silenzio chiama alla riflessione e al ritrovare il senso della vita. Anni difficili quelli del restauro e di lì a poco dell’attività avviata nell’altra tenuta a Montalcino: Casato Prime Donne. Già, le donne.
Donatella ha rotto un tabù col coraggio di una visione imprenditoriale che non è solo business, ma valorizzazione delle professionalità. La sua scelta è andata controcorrente in una comunità di produttori d’impronta e tradizione fortemente maschile, e oggi è uno dei tratti distintivi del suo fare impresa. Ha scelto solo donne per la cantina e l’idea è nata un giorno quando “alla Scuola di Enologia di Siena chiesi di poter selezionare un cantiniere tra i giovani che stavano terminando gli studi. Mi risposero che non ne avevano e allora chiesi una cantiniera. La risposta fu che ne avevano ma non erano richieste granchè dal momento che per fare questo mestiere di doveva avere anche una certa forza fisica tipicamente maschile”.
Donatella scelse la sua cantiniera e cominciò un viaggio senza limiti. Oggi il Colle è un piccolo mondo ricco di cose da fare e da vedere: donne cantiniere, minicorsi di avvicinamento al vino, la scuola di cucina, l’agriturismo con le attività più svariate: dal trekking al birdwatching, alle escursioni a cavallo, alla ricerca di tartufi con maestri del posto. Insomma contatto puro, forte, diretto con la natura. Ospiti da tutto il mondo al Colle e il viaggio comincia sui Social. Ogni mese milleottocento visitatori unici attraversano il blog di Donatella, il suo account Twitter conta 2300 follower. Su Facebook le due pagine (profilo e fan page) movimentano migliaia di ‘mi piace’: “Siamo già arrivati a quota cinquemila” dice ma il ‘tetto’ facebookiano non la fermerà di certo.
“I Social sono strumenti dalle potenzialità infinite e nella comunità dei winelover c’è una crescente curiosità e consapevolezza sui prodotti da scegliere e di cui parlare. Direi che c’è una curiosità quasi morbosa per cui non puoi evitare di raccontarti e raccontare il tuo lavoro, come lo fai, come lo vivi”.
Sono i Social il ‘ticket’ per l’agriturismo che poi porta al vino perchè in cucina si mangia quello che dà la terra; i piatti sono un mix tra tradizione e arte culinaria ma le materie prime sono rigorosamente del luogo: chilometri zero. E ad ogni piatto, Donatella abbina personalmente il vino: pochi passi e si scende in un mondo ‘sotterraneo’ che si apre su una cantina ricavata nella roccia delle fondamenta del casale: temperatura perfetta per il suo Brunello Prime Donne che lei ha trasformato nell’omonimo Premio, evento esclusivo nel calendario annuale delle iniziative di settore, ancora una volta dedicato alle donne perchè le assaggiatrici sono proprio loro.
E ancora: la doc Orcia di cui è espressione il suo Cenerentola. Ne parla con orgoglio e con l’autorità di chi presiede l’omonimo Consorzio che riunisce tredici Comuni dove si produce Sangiovese: 43 aziende consorziate e 270mila bottiglie all’anno descrivono Orcia. Ma Donatella aggiunge un tocco in più: “Orcia è il vino più bello del mondo perchè esiste un territorio più bello di questo?”. Lo dice l’Unesco.
E’ donna anche lo studio e la realizzazione del packaging che Donatella affida a un’artista locale. Le etichette delle sue bottiglie sono piccoli assaggi di opere d’arte come quella del vino “Il drago e le otto colombe”, rosso vermiglio lo sfondo con richiami al capodanno cinese che nel 2012 (anno del ‘debutto’ dell’etichetta) era l’anno del drago.
Ma chi sono le colombe? E il drago? “Le colombe simboleggiano le donne dello staff delle cantine, sette in tutto ma con l’arrivo dell’enologa Valerie Lavigne sono diventate otto. Il drago rappresenta la presenza maschile in azienda; un omaggio a Carlo Gardini mio marito e grande appassionato di vino”.
Vino sì, ma anche olio e vin santo: la fattoria il Colle dà tutto quello che serve per vivere. Bene. Quando la senti parlare del tanto che ha già fatto del tanto che ancora vuole fare, non riesci a capire veramente se prima per lei viene il lavoro o la passione, perchè il legame di Donatella con la terra e il vino è qualcosa difficile da richiudere nel recinto di una definizione. Lo devi vivere, come fa lei. Al vino “io devo tanto. Nel ’93 è nato il Movimento del Turismo del vino” attraverso il quale ha creato Cantine Aperte, cioè la strada che, da allora, porta in questo angolo di toscana migliaia di turisti.
“All’inizio erano 25 le cantine che avevano aderito, oggi sono 21mila. Sono cose che ti segnano, rappresentano un privilegio perchè al di là della serietà del tuo lavoro, ti fanno capire che con pochi mezzi puoi realizzare cose significative”.
Poi nel 2001 una nuova scelta: impegno civile e sociale in politica. Assessore al Comune di Siena per dieci anni nei quali Donatella mette in piedi progetti importanti e unici: dal trekking urbano, al turismo per disabili (sordi, ciechi, disabili mentali). Avanguardia, sfida con se stessa. La novità fa il giro del mondo e di lì a poco New York realizzerà un progetto analogo. E ancora uno screening meticoloso sulle ricette tradizionali “che sono la base della nostra identità. Non ho rimpianti, anche se la politica continua a essere per me un mondo sconosciuto”, racconta mentre accarezza il suo splendido golden retriever, accucciato accanto a lei.
L’orizzonte di Donatella è aperto, come il suo sguardo nel mondo. Mentre il Brunello e l’Orcia riposano in barrique, lei non si ferma: “Adesso prepariamo i prodotti per i prossimi mesi. Abbiamo concluso e attivato il progetto della Vinoterapia e il prossimo step è la cura di una selezione particolarissima di Brunello, solo 600 bottiglie. Eppoi a giorni partono i lavori per impiantare una nuova vigna”. Il trolley di Donatella è pronto: destinazione Malta, poi in agenda tre convegni e una nuova sfida in Croazia: nascerà una cantina e produrrà Malvazja. Ambasciatrice del vino nel mondo.
Donatella cammina nel parco rinascimentale del casale e il suo sguardo si perde nel rosso di un tramonto che regala l’ultima emozione di un giorno carico di sole. Sguardo lungo: dalla terra, al mondo.