di Augusto Tocci

C’è stato un periodo della nostra storia, prima dell’ante guerra mondiale, quando a causa delle sanzioni il caffè non si poteva importare una storiella si raccontava:

“Quando il re era solo re di caffè se ne bevevano tre, poi divenne imperatore del caffè neanche l’odore, se prendiamo un altro Stato sparirà anche il surrogato”.

Surrogato è appunto quella bevanda che veniva fatto utilizzando ghiande di quercia. Queste ghiande sbucciate ed essiccate, si tostano normalmente come avviene per l’orzo poi si passano nel comune macinino, fino a ridurre in una polvere finissima che si aggiunge all’ acqua che bolle in un comune Bricco.

Ad ebollizione avvenuta si ritira dal fuoco, si lascia riposare per permettere che la polvere residua si depositi sul fondo, poi si versa il liquidò nella tazzina del caffè.

Al caffè assomiglia per il colore ma non per il contenuto in caffeina, è molto utile per i principi attivi che diventano eccezionali viene ingerita con l’aggiunta di un buon e miele millefiori.