Il nome di questo fungo è legato alla forma a trombetta ma forse anche al fatto che cresce specialmente nel tardo autunno, novembre inoltrato e quindi il periodo dei morti, specialmente nei boschi di castagno dove si trova riunito in gruppi anche consistenti.
Una delle sue caratteristiche salienti te che non si confonde con le specie tossiche o velenose e che si presenta benissimo per il consumo allo stato fresco e allo stato e esiccato.
E proprio questa forma di conservazione che ci permette di utilizzarlo durante tutto l’inverno per la preparazione di gustose tartine e per condire in un modo diverso la pasta e gli spaghetti in particolare.
La polvere che si ottiene macinando con il macinino tradizionale, i funghi essiccati al sole, quando c’è in forno la temperatura dolce, riducendoli a sottile striscioline, viene usata come fosse del formaggio grattugiato distribuendola sopra la pasta fumante.
Per amalgamare meglio la polvere può convenire a volte farla passare in olio di oliva bollente aromatizzato con uno spicchio d’aglio tolto prima dell’utilizzo.
